Informare in modo consapevole, corretto e contestualizzato non significa rinunciare alla notizia, ma rafforzarne il valore. Con questo corso vogliamo aprire una riflessione sul modo in cui la disabilità e le persone con disabilità vengono raccontate nei media, con l’obiettivo di sviluppare una sempre più ampia consapevolezza sulla scelta delle parole, parole che non discriminano, ma sono rispettose, e sulla scelta delle immagini, immagini che non offendono, ma sono adeguate. Le parole infatti possono ferire, possono estraniare o includere, descrivere in maniera specchiata e asettica, o giudicante. Quali utilizzare nelle diverse circostanze è una scelta personale. Utilizzare quelle corrette è un obbligo per chi usa le parole nell’esercizio della propria professione come giornalista. In primo piano l’articolo 11 del Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti che richiama al rispetto del concetto di persona, come condizione prioritaria nel raccolto mediatico, con riferimento alla patologia-disabilità solo se ha valore di continenza con la notizia. Prima la persona quindi, nella sua specificità, unicità, individualità. Da qui l’importanza fondamentale del linguaggio e del modo di porsi verso le persone con disabilità: non possono essere appannaggio di un giornalismo specializzato su queste tematiche perché sono trasversali ai settori e ai generi e ne caratterizzano la professione. Saranno trattati temi come la sessualità delle persone con disabilità, la violenza sulle donne (fenomeno che non emerge nella sua dimensione e quindi sottostimato), i pregiudizi e gli stereotipi che contrassegnano a volte la narrazione sportiva, l’accessibilità alla professione e l’accessibilità universale, e di come questi aspetti si raccontano nei nostri media, con specifici riferimenti all’accesso all’informazione e quindi alla conoscenza, principio base di una cittadinanza democratica e dei valori costituzionali. Spazio anche alla legislazione vigente con un focus sulla convenzione ONU a vent’anni dalla sua approvazione.
Inoltre sarà illustrata la Carta di Olbia, (elaborata dal Gruppo Carta di Olbia: (Francesca Arcadu, Veronica Asara, Caterina De Roberro, Sara Carnovali, Vannalisa Manca, Susi Ronchi), strumento al servizio di una corretta e rispettosa rappresentazione delle persone con disabilità, che contribuisce a orientare nella scelta delle parole giuste, attraverso la proposta del glossario contenuto nel documento.
LA PARTECIPAZIONE DÀ IL DIRITTO A GIORNALISTE E GIORNALISTI DI ACQUISIRE 6 CREDITI FORMATIVI DEONTOLOGICI
Le giornaliste e i giornalisti che partecipano al corso riceveranno in dono il libro curato da Giulia Giornaliste Sardegna “Donne Disabilità e Media. Parole vs Barriere” che contiene anche un glossario utile a rappresentare la disabilità con un linguaggio adeguato e rispettoso.
Il corso, che confluisce nel Ciclo di Seminari LIM (Linguaggi, Immaginari, Media) coinvolge i CdS in Scienze della Comunicazione, Giornalismo e Informazione Web, Innovazione sociale e Comunicazione, che riconoscono crediti formativi a studentesse e studenti partecipanti.
RELATORI
– Giuseppe Meloni Presidente Ordine dei Giornalisti Sardegna
– Daniela Paba componente Consiglio Ordine dei Giornalisti Sardegna
– Paolo Mastino componente Consiglio Ordine Giornalisti Sardegna- Presidente USSI Sardegna
– Susi Ronchi Coordinatrice Giulia Giornliste Sardegna-Gruppo Carta di Olbia
– Elisabetta Gola, Direttrice del Dipartimento di pedagogia, psicologia, filosofia, Prorettrice alla Comunicazione e Immagine, Università degli Studi di Cagliari
– Donatella Rita Petretto psicologa clinica, Delegata del Rettore per il supporto a studenti/esse con disabilità, Università degli Studi di Cagliari
– Francesca Ervas filosofa del linguaggio, Coordinatrice del Corso di Studi in Scienze della comunicazione, Università degli Studi di Cagliari
– Ivano Iai, giurista
Seguiranno testimonianze delle Associazioni di persone con disabilità.
