Cronaca e fatti violenti: restiamo umani, dentro le notizie ci sono le persone

Dopo l’omicidio avvenuto ieri a Olbia sono circolati alcuni video, ripresi dai passanti, che mostravano un uomo a terra e i primi soccorsi. Purtroppo anche qualche mezzo di informazione online ha contribuito a diffondere immagini molto crude, che non sembrano rispettare i princìpi di essenzialità della notizia e di tutela della dignità delle persone vittime di atti violenti.

Il Consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna, sottolineando in senso positivo la scelta della quasi totalità delle testate locali di non pubblicare quei filmati, richiama tutti alla necessità di contemperare l’indiscutibile diritto di informare con il dovere di restare umani: perché dentro le notizie ci sono le persone. Donne e uomini che, anche quando loro malgrado diventano protagonisti della cronaca, conservano sempre il diritto di non vedere calpestata la propria dignità, e di limitare la violazione della loro riservatezza agli elementi che l’interesse pubblico della notizia rende necessari. I comportamenti che appariranno difformi dal Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti verranno segnalati al Consiglio di disciplina territoriale per le valutazioni del caso.

Vicende simili servono però per ricordare, a noi stessi giornalisti e all’opinione pubblica, una verità spesso trascurata: non basta attivare la fotocamera di un cellulare per fare informazione. Un cittadino che riprende una scena e la diffonde sui canali social ha senz’altro delle regole da rispettare, ma molto più generiche di quelle dettate per i giornalisti. Gli iscritti all’Ordine hanno il dovere di attenersi alla verità sostanziale dei fatti, l’obbligo della completezza dell’informazione, il limite della continenza espressiva e dell’essenzialità, la necessità di garantire ad alcune categorie una tutela rafforzata. Se vogliamo difendere una professione messa in crisi dall’evoluzione tecnologica, ma anche dai nostri errori, dobbiamo evitare di trasformarci in meri veicoli di quello che fanno altri soggetti che non hanno le nostre finalità e i nostri vincoli. Altrimenti il rischio è quello di svilire il nostro stesso ruolo, e di oltrepassare il confine che separa il citizen journalism dallo sciacallaggio.

Il Consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna